L'efficacia del vaccino antinfluenzale

Novità

L'efficacia del vaccino antinfluenzale (la probabilità che il vaccino protegga le persone dall’influenza) può variare notevolmente in base ad alcuni fattori, tra cui i principali sono:

  1. le caratteristiche della persona vaccinata (età e stato di salute)
  2. la somiglianza o "match" tra i virus contenuti nel vaccino e quelli circolanti in quella data stagione.

Negli anni in cui vi è una buona corrispondenza tra il vaccino contro l'influenza e i virus circolanti (i vaccini sono prodotti con mesi di anticipo sulla base delle  previsioni dei ceppi circolanti durante l’inverno nell’emisfero nord e durante l’estate nell’emisfero sud), è possibile misurare i benefici sostanziali della vaccinazione in termini di prevenzione dell'influenza, come da studi recenti pubblicati nella letteratura scientifica internazionale. Anche negli anni in cui l’efficacia del vaccino è ottimale, i benefici della vaccinazione variano comunque nella popolazione, a seconda delle caratteristiche delle persone vaccinate.

Quest' anno (inverno 2017-2108) si è verificato un importante fenomeno di “B-mismatch”, ovvero di mancata corrispondenza tra il virus contenuto nel vaccino trivalente (tradizionale) e quello effettivamente circolante, che, in controtendenza rispetto alla norma, in cui il virus più presente è di tipo A, è stato nel 63% dei casi di tipo B, sottotipo Yamagata.

I vaccini quadrivalenti, come Fluarix Tetra proposto da Synlab, invece, contengono anche tale ceppo virale e sono risultati quindi di grande aiuto nel prevenire la sindrome influenzale, che può portare, in alcuni soggetti, a complicanze tutt'altro che rare. Quest' anno, infatti, i dati a oggi disponibili (Istituto Superiore di Sanità) riportano 140 casi gravi con 30 decessi, di cui 4 in Regione Lombardia nella prima settimana del 2018, che è per ora quella di picco epidemico.

Questo evento conferma la correttezza scientifica di adottare vaccini quadrivalenti invece che trivalenti, come da indicazione dell'OMS (Organizzazione mondiale della sanità): già nel 2012 l'agenzia ginevrina sottolineava la necessità di un prodotto quadrivalente, che potesse ampliare la protezione della popolazione.